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Le immagini che si trovano in questa pagina sono tratte da alcuni scorci o particolari tipici della zona in cui è situata l'azienda.

 

 
 
LE ANTICHE VIE DI COMUNICAZIONE RURALE
L'AUTUNNO IN MONFERRATO
UN ALBERO DI QUERCIA IN AUTUNNO

ITINERARIO 3 l ITINERARIO 2 l IL SACRO MONTE DI CREA l IL SANTUARIO l IL SACRO MONTE l I ROMITORI


IL FORAGGIO PER I NOSTRI ANIMALI


Itinerario 3:
Robella-S.Antonio-Cicengo-Montalero di Cerrina-Odalengo Grande-S.Antonio-Cortiglione.
Totale: km 25,7 dei quali asfalto: km 7
Durata: ore 2,30’- Difficoltà Media

Quest’itinerario si snoda attraverso i colli più alti del comprensorio, al limite orientale della provincia d’Asti con quella d’Alessandria. Partendo dalla nostra azienda, ci si dirige verso l’abitato di Cortiglione, nel centro del paese imboccare verso destra la ripida discesa, al termine della quale si deve lasciare la strada asfaltata. Il tratto sterrato, posto a fondo valle è in discesa e la sua lunghezza è di circa 2 Km, quando la strada inizia a spianare imboccare il bivio posto a sinistra e cominciare il tratto in leggera salita sino raggiungere l’abitato di S.Antonio vecchio. Lasciare lo sterrato, continuando a salire, si incontrerà sulla sinistra il delizioso complesso ecclesiastico e cimiteriale d’epoca barocca che dal nome al paese di S.Antonio. Proseguendo sulla strada, superare l’abitato e svoltando a sinistra continuare in direzione Odalendo Grande scendere verso nord fino all’edicola votiva la Crocetta e da qui si raggiunge, su sterrato in salita, il piccolo cimitero di S.Vittore da dove si gode un ampio e magnifico panorama. Subito oltre il cimitero si svolta a sinistra in piano, quindi in discesa si raggiunge un casotto in muratura, dal quale il sentiero scende ripidissimo a tornanti tra vigneti e terrazze fino alla strada asfaltata presso la cascina Del Rosso. Si percorrono 200 mt su asfalto, quindi a sinistra, su sterrato in discesa, a mt 500 si raggiunge cascina Saliceto, si svolta a sinistra nel pioppeto e si prosegue per altri 100 mt in discesa al bivio si prende nuovamente a sinistra.
In discesa per 300 mt fino alla strada di fondo valle, dopo un centinaio di mt a destra proseguire per altri 300 mt prima di svoltare nuovamente a destra per proseguire fino a raggiungere una tartufaia. Andando otre si raggiungerà l’asfalto della strada S.Antonio-Pozzo, svoltare a sinistra in direzione Pozzo per 200 mt, poi a destra si segue per Cicengo e si raggiunge in salita la chiesa. Attraversato completamente l’abitato dopo 400 mt svoltare a destra per una stradina sterrata in salita, che ha sulla destra un muro di sostegno in cemento. Proseguire la salita per altri 300 mt tra ripe e robinie, svoltare a sinistra percorrendo altri 100 mt, girare a destra raggiungendo la sommità del poggio da dove si ammira un bellissimo panorama su Villadeati e Bric S. Lorenzo. La strada continua in ripida discesa, su sentiero molto incerto ed in parte occluso dalla vegetazione si raggiunge una villetta e da questa la strada statale presso la frazione Pozzo di Odalengo. A sinistra sulla statale 590 per 2.300 mt superando la bella torre romanica di S. Quilico, si entra nel comune di Cerrina raggiungendo il bivio per Montalero. Svoltare a sinistra e per la ripida salita giungere a Montalero e il suo antico Castello, attraversato l’abitato procedere su sterrato verso la frazione S. Maria suggestivo aglomerato rurale con annessa chiesa e cimitero, purtroppo molto degradati, ma degni di una pur fuggevole visita, per l’assoluta originalità dell’impianto urbanistico. Dalla frazione S. Maria si prosegue sulla destra, dietro le ultime case, in salita su una buona strada sterrata, tra magnifici panorami, si arriva ad un bivio dove si tiene a destra in piano per raggiungere il valico tra il Mon Favato ed il Bric delle Pietre. Il Bric è il colle più alto con vista libera a giro d’orizzonte, di tutto il comprensorio, si consiglia vivamente (arrecando il minor danno possibile alla vegetazione) di raggiungere a piedi la sommità del colle, da dove si gode il miglior panorama, tanto che nei giorni d’ottima visibilità, si vede la basilica di Superga. Tornati al sentiero, superare un largo tornante a sinistra ed entrare nel bosco, caratterizzato da un tratto iniziale di strada in discesa una successiva salita ed un ultimo tratto nuovamente in discesa fino alla cascina di Monfavato. Giunti a questo punto alla Crocetta ripercorrere il tratto iniziale del percorso al contrario ritornando al punto di partenza. ^


Itinerario 2: Robella- Odalengo Grande-S.Antonio-Varengo-Martinengo-Piagera di Gabiano-Villamiroglio Cà d’Alemanno- Cà d’Oddone-S.Antonio-Cortiglione.
Totale: km 35 - Asfalto: km 12
Durata: ore 4
Difficoltà: Media

Partendo dai colli più alti del comprensorio andremo sulle rive del Po e torneremo risalendo le colline antistanti la pianura padana. Partendo dall’azienda, ci si dirige verso l’abitato di Cortiglione, superato il paese dirigersi sempre su asfalto verso la frazione di Casa del Bosco distante circa 2 Km dal paese. Al centro della borgata troveremo la chiesetta di S.Anna, passarvi sul lato sinistro intraprendendo la breve ma ripida salita. L’asfalto termina ed inizia un lungo tratto pianeggiante sterrato, percorsi circa 300 mt comincia un prolungato tratto in discesa, attraversando la frazione di Scarfenga arriveremo alla strada comunale. Svoltare a destra e risalire lungo i tortuosi tornanti verso l’abitato di S.Antonio, svoltando a sinistra proseguire in direzione Odalendo Grande dove oltre alla chiesa del Magnocavallo, si possono ammirare i resti del castello medioevale. Scendere verso nord fino all’edicola votiva la Crocetta svoltare a destra, su sterrato in leggera salita, e si raggiunge la cascina Monfavato. Proseguire oltre nel Bosco (al confine tra i comuni di Odalengo G. E Villamiroglio) dapprima in salita, quindi in discesa, poi nuovamente in ascesa, per giungere con un largo tornante a sinistra in prossimità del Bric delle Pietre. Il Bric è il colle più alto con vista libera a giro d’orizzonte, di tutto il comprensorio, si consiglia vivamente (arrecando il minor danno possibile alla vegetazione) di raggiungere a piedi la sommità del colle, da dove si gode il miglior panorama, tanto che nei giorni d’ottima visibilità, si vede la basilica di Superga. In ripida discesa si prosegue fino ai bivi per Case Raiolo (sede del comando partigiano, durante l’ultima guerra) e Perosio. Continuare diritto sulla bella strada in ghiaia fino all’edicola votiva, ove si svolta a sinistra e si raggiunge l’asfalto in Regione Borgatello. Grandiosa la vista sulla facciata barocca di S.Eusebio (opera del Magnocavallo) che sovrasta l’abitato di Varengo, oltre il centro del paese ed attraversata la piazza si svolta a destra, raggiungendo in forte discesa, la chiesetta di S.Rocco. Svoltando a sinistra proseguire, tra vigneti e campi, in direzione della valle del rio Gaminella di Gabiano, raggiunto il bivio sulla collina Rondoni svoltare prima a sinistra in discesa e poi a destra attraversando la strada asfaltata Gaminella-Gabiano. Proseguendo su asfalto verso la frazione Zoalengo raggiungeremo l’emozionante complesso eclesiale di S.Aurelio, comprendente la chiesetta ed il piccolo cimitero. A destra la strada inizia a salire verso Mincengo, dopo poco svoltando a sinistra percorrere la strada della serra di Martinengo sino al bivio per Catavenna verso la chiesetta di S.Sebastiano. Davanti alla quale svolteremo a sinistra, procedendo su sterrato, dapprima in leggera discesa (dopo 600 mt verso destra) dove il percorso, tra boschi di querce ed olmi si fa ripidissimo fino a raggiungere il piano.
Notevole il contrasto tra la collina, tormentata da calanchi in corrispondenza del castello di Gabbiano, e la piattezza dei campi coltivati in riva al Po. Procedendo, per 1 Km, proprio al confine di queste due realtà geologiche, ai piedi del colle a nord del Castello, fino a svoltare a destra per raggiungere un casotto di caccia in muratura in corrispondenza del quale andando a sinistra si raggiunge l’asfalto che ci conduce alla frazione di Piagera di Gabiano, sede del rinomato mercato della frutta e della verdura qui prodotta. Prima di arrivare al mecato attraversare la provinciale ed immettersi sullo sterrato in direzione cascina Ventolina superandola proseguiremo verso l’abitato di Varengo, rimanendo in valle, entreremo nel comune di Villamiroglio fino a raggiungere la chiesa di S.Liberata, posta ai piedi della frazione di Cà d’Alemanno. La chiesa cinquecentesca, con una decorosissima facciata neoclassica, era parte di un complesso architettonico, comprendente anche un piccolo cimitero, del quale è rimasta la chiesa e la parte rustica annessa. L’nsieme pur senza eccezionali pregi storico-artistici, è inserito nell’ambiente in modo discreto e suggestivo. Si prosegue nella valle del rio S.liberata; su sterrato ed in salita si raggiunge ca d’Oddone;presso l’edicola votiva si svolta a destra in forte salita per raggiungere e superare cascina Pasquale. Si lascia il brevissimo tratto d’asfalto, immettendosi su sterrato fino al bivio per il M.te Croce, svoltando a destra con una curva a tornante, si arriva al successivo bivio. Inizia, infatti, da qui un tratto di ripidissima salita, che ci condurrà alla sommità del colle, dove, lo spazio prativo, ricavato sulla cisterna dell’acquedotto del Monferrato ci apre la vista ad un impareggiabile panorama.
Ripercorrendo in discesa lo stesso tratto ritorneremo al bivio per Ca d’Oddone, superandolo andremo diritti in direzione della cascina Impriasca passando per il Pian dell’Oppio. La strada si addentra in un magnifico bosco fino al bivio ove si svolta a destra entrando nel territorio del comune di Odalengo Grande. Uscendo dal bosco incontriamo la cascina Impriasca, oltre la quale la strada torna a salire ed entra nuovamente nel fitto del bosco, continuare sempre senza cambiare strada fino ad arrivare alla via comunale asfaltata in località Vallarolo-S.Antonio. Attraversare la strada ed il rio della Marca risalendo la vallata della Biansina. ^


IL SACRO MONTE DI CREA

L'origine della sacralizzazione del monte è fatta risalire a S.Eusebio, vescovo di Vercelli. Si narra che nel V sec. il santo per sfuggire alle persecuzioni degli Ariani si fosse qui ritirato, trasportandovi la statua della vergine. Dopo il mille e sino al Quattrocento, è documentata la presenza dell'antico abitato fortificato di cardalona posto alla sommità del colle e controllato dalla giurisdizione dei marchesi del monferrato. Scomparso il borgo, il colle divenne uno dei maggiori luoghi di culto. ^


IL SANTUARIO

D'origine romanica, fu eretto dai Canonici di Vezzolano sino al 1468, quindi dai Lateranesi fino al 1798, dai serviti sino al 1801, dal 1820 al 1992 dai Minori Francescani. Ora, è direttamente la curia di casale che ne ha la conduzione e n'è direttamente proprietaria. La chiesa dedicata a Maria Assunta, ampliata nel 1483, e in seguito nel 1608 e 1612, l'interno a tre navate, conserva importanti opere, La Madonna con Bambino e Santi, tavola autografa di Macrino d'Alba (1503), il ciclo d'affreschi con le storie di S.Margherita d'Antiochia del XV sec. , l'effige della vergine, statua lignea del XIV sec., la via crucis ed una vastissima collezione d'ex voto. ^


IL SACRO MONTE

Progettato Costantino Massimo nel 1589, la sua prima stesura prevedeva la costruzione di 15 cappelle, I Misteri del rosario. Trasformato nel tempo esso consta adesso 23 cappelle e 5 Romitori. Alla costruzione dei gruppi statuari, (in terracotta policroma) e alla realizzazione dei dipinti, che avrebbero ornato le cappelle, lavorarono tra la fine del 500 e l'inizio del 600 Guglielmo Caccia (il Moncalvo) Giovanni e Nicola da Wespin (i Tabacchetti) e G.B. della Rovere (il Fiammingo). Dopo un periodo d'abbandono, dovuto alle soppressioni napoleoniche, si procedette nel corso dell'Ottocento ad un'intensa opera di restauro. ^

I ROMITORI

Posti sulla via del ritorno, rappresentavano momenti d'ascesi mistica rivolta alle figure dei Santi. ^

 

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