|
|
|
|
Ad una curva del sentiero dal fitto del bosco emergono antiche
rovine, testimonianze di civiltà del passato. Non parliamo dell’India
o del Guatemala, ma del nostro Monferrato: così ricco di storia
che i suoi abitanti, ormai rimasti in pochi, faticano a far fronte
all’esigenza di difendere dall’abbandono e dal degrado, un enorme
patrimonio d’architettura rurale, militare, religiosa e civile ed
uno splendido ventaglio di paesaggi, in gran parte modellati da
secoli di fatica umana. La guida agl’itinerari e destinata agli
sportivi, agli amanti delle mountain-bike, del cavallo, delle escursioni
a piedi e della natura in generale.
|
È soprattutto destinata ad autentici viaggiatori: persone che
non si accontentano della facciata, ma sopportano un po’ di fatica
e qualche disagio per andare a scovare gli angoli più belli e nascosti
del territorio, per conoscere da vicino la storia e la leggenda,
il lavoro e la civiltà. Quella civiltà contadina, così ben descritta
dalla monferrina Rosetta Loy nel suo romanzo "Le strade di polvere",
e che oggi, combatte una difficile battaglia per la propria sopravvivenza.
Armi di questa battaglia sono i prodotti d’altissima qualità, l’agriturismo
ed un concetto d’impresa ormai moderno ma radicato nelle tradizioni.
|
| |
|
|
Benvenuti, dunque, in questa terra ricca di tutto: d’Arte, di
Storia, di grandi vini, di buone tavole, di castelli, boschi e fonti
salutari. Sulle strade di polvere incontrerete uomini e trattori,
orchidee selvatiche e piante medicinali; con un po’ di fortuna potrete
imbattervi nel tasso o nella volpe, mentre, dall’alto, la poiana
scruterà preoccupata l’invasione del suo territorio di caccia.
|
| |
| |
|
|
|